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14/08/2007 - Sotto gli occhi del c.t. azzurro
Donadoni, Inter, Milan e Juventus danno vita a un trofeo Tim
che lascia intatti tutti i dubbi della vigilia sulle big del
calcio italiano. Reduci da un pre-campionato fitto di
amichevoli insidiose, le due squadre milanesi e i bianconeri
di Ranieri si sfidano a San Siro ruotando molto gli uomini a
disposizione. Alla fine, dopo tre match da 45’ giocati a
ritmi non forsennati ma accettabili, la settima edizione del
torneo va all’Inter, che tornerà su questo campo domenica
contro la Roma nella Supercoppa italiana. Per stasera decide
Recoba, che potrebbe aver giocato una delle ultime gare in
maglia nerazzurra.
INTER-MILAN 1-0 - Nella terza e decisiva partita, il derby
milanese prende quota quando Gourcuff impegna Orlandoni con
un gran diagonale. Gli risponde subito un Crespo pericoloso
a dispetto delle precarie condizioni fisiche, ma Dida è
attento. Poi Inzaghi fa la cosa più bella della serata, una
torsione volante su cross di Cafu che solo il riflesso del
portiere interista leva dall’angolino giusto. Orlandoni è in
serata: semplicemente strepitosa la sua deviazione sul palo
dopo una sventola dell’ispirato Gourcuff. Ma a metà tempo
Mancini lo sostituisce misteriosamente con Toldo, tra
qualche mormorio di disapprovazione. Malumore che sparisce
quasi subito, perché Recoba illumina la sua mezz’ora di
gioco con una parabola che al 28’ fulmina Kalac. E’ l’1-0.
Pirlo prova a rispondergli su punizione ma trova pronto
Toldo, l’intensità aumenta e Balotelli scalda le mani a
Kalac. I cambi si susseguono, ma Inzaghi è sempre lì e per
poco non fa centro di testa. Per poco. Ci riproverà venerdì
sera contro la Juve nel trofeo Berlusconi: ultime prove
tcniche, perché poi si comincerà a fare sul serio.
MILAN-JUVENTUS 1-0- Nella seconda mini-partita del trofeo
Tim è la squadra di Ancelotti a partire forte, pressando una
Juve che rispetto alla sfida con l’Inter ha in campo Grygera,
Molinaro, Nocerino, Palladino e Trezeguet. Ma la difesa
bianconera dimostra di aver compiuto qualche progresso
rispetto alle inquietanti amichevoli delle ultime settimane
e regge l’urto del 4-3-2-1 avversario. Quando la Juve mette
fuori il naso lo fa con Nedved, che servito da un preciso
cross di Zanetti incorna fra le braccia di Dida. E Palladino
ci prova dal limite poco dopo, colpendo male.
Gli va meglio quando, a metà tempo, stacca e fa centro di
testa, ma l’arbitro Gervasoni vede una spinta su Oddo e
annulla. Si va dall’altra parte e il Milan trova il gol:
Gattuso vede il corridoio per Gilardino, che brucia Andrade
e batte Buffon per l’1-0. E se i rossoneri non raddoppiano
subito il merito è del portiere della Nazionale, che si
oppone a un diagonale rasoterra di Kakà. Nel quarto d’ora
finale, Ranieri va col 4-3-3, riproponendo Iaquinta e
riportando Nocerino a una più opportuna posizione di
centrocampista centrale, con Olivera largo a destra. Ma il
Milan non soffre più di tanto e sale a quota 3 punti,
eliminando la Juventus dalla corsa per il trofeo, che si
deciderà nel derby conclusivo.
INTER-JUVE 5-4 - La 7ª edizione del Trofeo Tim, tradizionale
appuntamento del calcio d’agosto, inizia con uno 0-0 tra
Inter e Juventus nella prima delle tra mini-sfide da 45’,
con vittoria ai rigori della squadra di Mancini. Un’Inter,
per la verità, priva di dieci grandi firme: i giocatori
lasciati a riposo da Mancini (Julio Cesar, Materazzi, Chivu,
Maxwell, Vieira, Dacourt, Stankovic, Figo, Ibrahimovic e
Suazo) formerebbero una squadra capace di competere con
tutte le potenze del calcio europeo. In campo, però, ci sono
i reduci dalla coppa America, in un undici interamente
sudamericano a eccezione di Toldo. Dall’altra parte, Ranieri
sceglie una formazione più simile a quella titolare e
sostituisce Tiago (messo k.o. da problemi intestinali) con
Cristiano Zanetti. In un Meazza non proprio gremito, il
pubblico trova comunque modo di divertirsi.
La prima emozione è un destro di Iaquinta fuori misura, la
seconda un erroraccio dello stesso attaccante liberato in
area da Nedved. L’iniziale predominio juventino prosegue con
un tiro centrale di Zanetti e una punizione di Del Piero
procurata da Salihamidzic e respinta da Toldo. L’Inter si
scuote e si vede annullare giustamente un gol di Cordoba per
fuorigioco. Poi i nerazzurri sfruttano una certa supremazia
fisica sui calci da fermo per impegnare Buffon con Samuel.
Iaquinta manca ancora il gol, Zebina chiude bene su un
insidioso cross di Solari e si arriva ai rigori, dove decide
la parata di Toldo su Criscito. Due punti all’Inter e uno
alla Juve.
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